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14/2/2018 - JAY JEIKES | MATRIX 269, BERKELEY ART MUSEUM AND PACIFIC FILM ARCHIVE, BERKELEY, USA

February 14–April 29, 2018 Many of the objects—paintings, sculptures, and drawings—presented in this exhibition were informed by time Jay Heikes…

February 14–April 29, 2018

Many of the objects—paintings, sculptures, and drawings—presented in this exhibition were informed by time Jay Heikes (b. 1975) spent at a residency in Marfa, Texas, in early 2017. The dry, crumbly terrain of the desert landscape and the site’s proximity to Mexico inspired his rumination and reflection on the significance of borders to our culture, a subject that has concurrently received much attention in the political sphere. The exhibition features two large-scale copper sculptures that loosely conjure fences. Yet instead of delimiting territory, the sculptures appear tenuous and ornamental, alluding to the fact that they define a metaphorical space rather than an actual one. The sculptures are complemented by a selection of paintings from Heikes’s Z series, which he developed as a way to signal the end of language, implied by his invocation of the last letter of the alphabet. Additional drawings and sculptures extend his application of similar motifs. Together, the works embody the artist’s longing for transcendence amid the deluge of negative media in the wake of the presidential election.

The son of a chemist, Heikes grew up fascinated by the sense of magic inherent in scientific experimentation and discovery. This experience is apparent in his interest in alchemy and the diverse material processes embedded in his artistic practice. “I feel we’re on trend to shortchange the art object,” Heikes has said. “We’re not giving it its due and I want to challenge that a little bit.” In addition to activating a reflection on our cultural moment, the works in MATRIX 269 highlight Heikes’s commitment to the material properties of the art object, and his probing of the potential of his diverse media and subjects.

More on: https://bampfa.org/program/jay-heikes-matrix-269

27/1/2018 - FRANCESCO ARDINI | IN CONTINUA MUTAZIONE (GROUP SHOW) | BACC, SCUDERIE ALDOBRANDINI, FRASCATI, ITALY

​Exhibition dates: January 27th - February 28th, 2018   BACC 2018 - Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea - IN CONTINUA MUTAZIONE  …

​Exhibition dates: January 27th - February 28th, 2018

 

BACC 2018 - Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea - IN CONTINUA MUTAZIONE

 

BACC, giunta alla sua terza edizione si conferma osservatorio permanente sui possibili linguaggi di

quella scultura che utilizza ceramica, terracotta o sperimentazioni fittili.

Opere di:

Francesco Ardini, Luigi Belli/Guido Scarabottolo, Raffaele Fiorella, Giovanni Gaggia, Eva Hide, Vincenzo

Marsiglia, Dunia Mauro, Angela Palmarelli, Cristiana Vignatelli Bruni, Serena Zanardi.

Sophie Aguilera, Alberto Busto, Xavier Monsalvatje, María Oriza Pérez, Juan Ortí, Gregorio Peño, Juan Pérez,

Cristina Salvans, Manuel Sánchez-Algora, Nuria Torres.

Progetto espositivo: Sandro Conte, Francesco Paolo Posa

A cura di Jasmine Pignatelli,

In collaborazione con Giovanna Cappelli, Lorenzo Fiorucci e Juan Carlos García Alía.

 

Torna la terza edizione di BACC, la Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea di Frascati, osservatorio che raccoglie e

registra le diverse operazioni artistiche e filologiche che si sviluppano attorno alla ceramica.

L’edizione 2018 registra numerose novità e si arricchisce di spazi espositivi. La prima novità è l’internazionalizzazione della

Biennale di Frascati che per la prima volta, ospita la Spagna come nazione straniera e dieci tra i suoi migliori ceramisti in un

dialogo con gli artisti italiani.

Insieme ai dieci artisti italiani invitati da Jasmine Pignatelli, Francesco Ardini, Luigi Belli/Guido Scarabottolo, Raffaele

Fiorella, Giovanni Gaggia, Eva Hide, Vincenzo Marsiglia, Dunia Mauro, Angela Palmarelli, Cristiana Vignatelli Bruni e Serena

Zanardi, espongono gli artisti spagnoli Sophie Aguilera, Alberto Busto, Xavier Monsalvatje, María Oriza Pérez, Juan Ortí,

Gregorio Peño, Juan Pérez, Cristina Salvans, Manuel Sánchez-Algora e Nuria Torres invitati da Juan Carlos García Alía.

Quest’anno l’evento accolto presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati si arricchisce di nuovi spazi espositivi. Il Museo

Civico Tuscolano ospita parte della collezione Vaselle d’Autore di Torgiano e una selezione di opere in ceramica della

collezione Banca d’Italia in un confronto serrato e diretto con i preziosi reperti della collezione permanente del Museo a

cura della Direttrice Dr.ssa Giovanna Cappelli. Sempre al Museo Tuscolano per la prima volta al pubblico, viene mostrato

uno straordinario Protome di elefante in marmo proveniente dagli scavi al Tuscolo. Per presentare e omaggiare questo

ritrovamento, l’artista Luigi Ontani presenta al pubblico di Frascati un suo elefante in ceramica.

Il percorso di apertura alle storie e alla città continua alle Mura del Valadier con due omaggi curati da Lorenzo Fiorucci: al

maestro Nino Caruso ad un anno esatto dalla sua scomparsa e all’esperienza Etrusco Ludens laboratorio creativo istituito

alla fine degli anni ‘60 da Sebastian Matta a Tarquinia che si avvale delle testimonianze dirette di artisti che lo

frequentarono: Giovanni Calandrini, Massimo Luccioli, Luigi Belli, Tommaso Cascella.

15/12/2017 - FRANCESCO ARDINI | KÉRAMOS: QUI E ADESSO, VEDUTE SULLA CERAMICA CONTEMPORANEA, GALLERIA CIVICA PIRANO, SLOVENIA

Exhibition dates: December 15th 2017 - March 18th, 2018   Galleria Civica PiranoPiran, SloveniaGroup Showcurated by Tatjana Sirk   Dalla…

Exhibition dates: December 15th 2017 - March 18th, 2018

 

Galleria Civica Pirano
Piran, Slovenia
Group Show
curated by Tatjana Sirk

 

Dalla tradizione e dalla rivolta inventiva contro di essa

“Il destino storico di un genere artistico in una determinata area geografico-culturale è dato dalla società, dalle sue istituzioni culturali e dal contributo originale dei singoli. L’arte nasce dalla tradizione e dalla rivolta inventiva contro di essa, dalla comune forza creativa dei centri scolastici ed artistici, dalle lotte solitarie che ogni artista conduce per rappresentare nello strumento materiale prescelto la sua visione artistica”.[1]

Svetlana Isaković

La ceramica è molto di più che vasellame, decorazione e ambiente abitativo. Nelle sue forme, nei colori e nella lavorazione, nel suo ruolo pratico ed estetico, nel suo modo di condizionare l’uomo e la sua vita c’è la storia dell’umanità. In quanto oggetto dell’eredità culturale che è presente nel nostro quotidiano dalla preistoria in qua, nei diversi contesti, ci svela la cultura materiale e spirituale dell’umanità  e il suo sviluppo.

Il concetto di ceramica (dal greco kéramos, cioè argilla per il vasellame) indica tutti gli oggetti di argilla che passano attraverso un processo di cottura. Questi vengono prodotti per i più svariati usi quotidiani; sono oggetti decorativi, prodotti artigianali, artistici o industriali. La ceramica comprende così ampi settori creativi che si intersecano e si completano fra di loro, per cui la sua definizione è complessa. Accanto a quella più generica troviamo tutta una serie di definizioni e nomi specifici, a seconda della materia prima argillosa e delle sue caratteristiche assunte dopo il processo tecnologico di cottura con cui viene prodotta. Così viene indicata come argilla, terracotta, terraglia, porcellana, maiolica, raku, ingobbio, smaltata e altro.

I materiali e le tecniche usati caratterizzano i diversi tipi di ceramica che danno il nome a cinque principali periodi del suo sviluppo storico: terracotta, maiolica, terraglia, porcellana e ceramica di argilla bianca.[2] La lavorazione degli oggetti di ceramica può essere eseguita a “mano libera”, foggiando direttamente l’argilla con le mani, a colombino o a lastre. Si possono usare stampi a pressatura, a calco e a colaggio; il tornio permette di eseguire forme dall’interno vuoto e forme rotonde.

Inventare, creare con la ceramica è sempre stato strettamente correlato alla tecnologia e allo sviluppo dei singoli materiali. Sin dai tempi più remoti la lavorazione dell’argilla si basa sulla cottura che trasforma la materia tenera e duttile in un oggetto più solido e resistente. Nonostante si siano fino ad oggi conservate le tecniche tradizionali di lavorazione, nel corso dei secoli, gradualmente, in una continua ricerca di materiali diversi e di nuovi strumenti tecnici, si è sviluppata la ceramica che conosciamo oggi. In questo suo complesso e vitale ambito in continua trasformazione, un ruolo particolare è quello che riveste la ceramica artistica. Quest’ultima, nel passato, era rimasta in secondo piano rispetto alle altre discipline artistiche. In scultura, ad esempio, i modelli in argilla erano considerati solo come bozzetti da realizzare poi in materiali più nobili; le ceramiche istoriate, solitamente a forma di piatto, erano relegate a semplice elemento decorativo.

L’attuale creatività artistica è vieppiù caratterizzata dall’uso di materiali diversi e facilmente accessibili. È comprensibile quindi che fra questi l’argilla sia partricolarmente apprezzata e comunque considerata alla pari con gli altri materiali. Le sue qualità, il fatto di essere facilmente reperibile, duttile e plastica, offrono, in paragone  ad altri materiali più difficili, la possibilità di realizzare infiniti soggetti in infinite forme espressive.

La ricerca del materiale, la sua foggiatura, l’ideazione e la realizzazione formale ed estetica attraverso la cottura, è per gli artisti la sfida più accattivante. Nel contatto diretto, nel sentire la materia con le mani, trasfondendovi conoscenze ed esperienza, modellare l’idea, il soggetto e il pensiero per trasformarlo in forma plastica, è del tutto governabile. Quando invece il prodotto viene affidato alla cottura a diverse temperature, i risultati possono essere solo in parte prevedibili oppure spontanei, per cui danno alla ceramica l’ultimo tocco che non è necessariamente quello voluto dell’artista.

Le Gallerie costiere di Pirano individuarono l’importanza della ceramica artistica già alcuni decenni or sono. Uno sguardo nel passato ci riconduce alla Biennale internazionale di ceramica che fra il 1980 e il 1987 si tenne proprio a Pirano. Fu quella una manifestazione che ancor’oggi viene ricordata come pionieristica poichè fu la prima ed unica in Slovenia, in quel periodo, a far entrare la ceramica in una galleria d’arte contemporanea.

Le pubblicazioni che hanno accompagnato le Biennali testimoniano, nelle diverse edizioni, i loro concetti di partenza in termini specifici e ben delineati. Così le prime Biennali (1980, 1982, 1984) focalizzarono l’attenzione sulla ceramica artistica contemporanea della Romania, dell’Ungheria e della Jugoslavia. Durante la quarta Biennale del 1987, oltre a quelli nazionali, furono invitati pure artisti francesi. La mostra che presentava soprattutto oggetti di uso quotidiano, focalizzava l’attenzione sul rapporto tra la produzione artistica individuale e quella industriale. La riflessione si basava sugli ambiziosi sforzi di alcuni artisti di sfondare nel design industriale. La Biennale veniva concepita e basata sui criteri professionali particolarmente elevati. Era un punto di riferimento importante per la creatività artistica in questo settore nell’allora Jugoslavia, contribuendo a una diffusione e comprensione plurali della ceramica. Nonostante il successo e la sua fama, con la mostra del 1987, la Biennale interruppe la sua tradizione.

Le Gallerie costiere nel 2000 sono tornate a occuparsi anche di ceramica contemporanea organizzando l’Ex-tempore internazionale di ceramica insieme alla tradizionale ex-tempore di pittura. Poiché quest’ultima, destinata ad un largo pubblico di autori, aveva un carattere competitivo ed era limitata dai tempi di realizzazione, sono sorti diversi dubbi sul formato della nuova manifestazione. La parola ex-tempore (lat. senza preparazione) non era compatibile con le esigenze del processo creativo della ceramica. I suoi materiali infatti richiedono molti preparativi e molto tempo, in altre parole diverse condizioni per la creazione.

Gli echi favorevoli alla prima Ex-tempore internazionale di ceramica hanno però sorpreso e superato ogni aspettativa. La manifestazione del 2010 ha segnato il record con ben 112 partecipanti provenienti da venti paesi diversi. La numerosa presenza internazionale ha stimolato i molti incontri fra artisti nel corso di questa particolare rassegna, contribuendo a creare nuove dinamiche fra la nostra produzione nazionale e quella straniera. Nei sedici anni ininterrotti di questa manifestazione, numerose sono state le mostre che si sono susseguite nei più diversi spazi espositivi a Pirano: nell’Atelier Duka, nello Studio Galleria Gasspar,  nella Galleria Civica e in Galleria Herman Pečarič, dove nel 2015 si è tenuta l’ultima edizione. L’ex-tempore di ceramica ha lasciato indubbiamente un’importante eredità, tangibile in diverse collezioni pubbliche e private, realizzate secondo gli standard di giurie professionali.

Dopo questa breve pausa, necessaria per una riflessione su come continuare a valutare in termini nuovi la ceramica artistica, con la presente mostra si apre un nuovo capitolo nella valorizzazione di questo medium nella nostra istituzione. Kèramos: qui e adesso. Vedute sulla ceramica contemporanea offre una panoramica sulla più recente produzione di ceramiche artistiche in Slovenia, Croazia e Italia, paesi questi sempre maggioritariamente presenti nelle precedenti edizioni dell’ex-tempore piranese. La natura competitiva delle precedenti edizioni è stata sostituita da una mostra basata sulle scelte di curatori già membri di giurie internazionali che, ricchi della propria esperienza professionale e basandosi su criteri individuali, hanno scelto ciascuno cinque artisti. Le loro scelte possono naturalmente essere anche discutibili e polemiche, ma il limitato numero di autori e di opere in una mostra collettiva, è condizionato dallo spazio espositivo, la Galleria civica di Pirano.

La mostra coinvolge 43 artisti, che espongono le loro opere più recenti o quelle più rappresentative. Vi incontriamo nomi conosciuti, segnalati dai critici dell’arte Franco Bertoni e Geraldine Blais per l’ Italia, Marina Baričević e Višnja Slavica Gabout per la Croazia, la scultrice Dragica Čadež, la storica dell’arte dr. Mateja Kos e la curatrice della mostra Tatjana Sirk per la Slovenia.

In questi tempi di approcci multimediali e di interazione tra le diverse espressioni artistiche era inevitabile  offrire un’occasione pure agli artisti più giovani. A sceglierli sono stati Cristina Treppo, lei stessa scultrice e docente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, e  Dražen Vitolović, scultore, collaboratore artistico e responsabile del Colleggio Ceramica dell’Accademia di Arti Applicate di Fiume. Quest’ultimo nel suo testo sulla mostra elenca, in via eccezionale per nome, gli autori scelti, studenti di una generazione particolarmente promettente. Non sono stati invece invitati a questa mostra gli studenti dell’Accademia di arti figurative e design di Lubiana poiché la loro presenza è già prevista nella mostra complementare allestita nell’ambito della IV triennale internazionale di ceramica UNICUM 2018 di Lubiana.

Obiettivo della mostra è di evidenziare, problematizzadola, la ceramica quale medium attuale nel quadro della creatività contemporanea. Tenendo presenti i diversi punti di vista nella scelta delle opere, sia l’esposizione nella sua completezza, sia le singole opere nelle loro diverse tecniche, tematiche e contenuti, ci inducono ad una riflessione critica su cosa rappresenti oggi la ceramica artistica. La dinamica specifica che si instaura durante le mostre collettive dà alle singole opere esposte un nuovo significato e una nuova funzione. Prima di tutto ci informano in merito alle opere d’arte dei singoli artisti e ai loro risultati, poi, in quanto segmenti della mostra, illustrano in modo più ampio l’evolversi dell’arte figurativa, evidenziano le novità e gli importanti progressi della ceramica artistica in un determinato momento. Oltre a ciò, nel contesto della presentazione collettiva, si impone spontanea anche una gerarchia. La creatività individuale viene valutata obiettivamente e quindi affermata definitivamente proprio dall’originalità e dalla forza espressiva che la contraddistingue nel confronto con le altre opere esposte.

Tatjana Sirk

 


[1] Isaković, Svetlana: III. biennale internazionale di ceramica, Gallerie costiere Pirano, Pirano, 1984.

 

[2] Kos, Mateja: Keramika od 1964 do danes, Društvo keramikov in lončarjev Slovenije, Ljubljana, 2004, pag. 1.